[Intervista] Ermete Mariani, il giornalismo digitale

Ermete Mariani è un consulente con più di dieci anni d’esperienza in comunicazione strategica ed in questioni internazionali nel Mediterraneo e Communication Manager di UNIMED – Mediterranean Universities Union, un’associazione che riunisce 124 Università delle due sponde del Mediterraneo.

Ha lavorato per dieci anni per un’agenzia multimediale internazionale basata a Roma come giornalista specializzato nel mondo arabo e musulmano e nella sicurezza internazionale. Ermete è diplomato a SciencesPo Paris ed a Ca’ Foscari Venezia.

Ho desiderato chiedere la sua opinione sui temi che trovate anche nelle interviste in francese, sul suo rapporto, personale e professionale, con il mondo digitale. Ciò che ne scaturisce è un’analisi molto approfondita della tecnologia applicata ad un constesto decisamente particolare e delicato.


Quando hai iniziato ad usare le tecnologie digitali per il tuo lavoro/la tua professione?

Ho scoperto Internet ai suoi albori negli anni 90. All’epoca ero studente universitario e nelle biblioteche avevamo a disposizione delle postazioni per mandare le email e consultare il nascente World Wide Web. Affascinato da questo mondo nascente ne ho fatto subito l’oggetto della mia tesi di laurea (lingua e civilizzazione orientale – arabo) ed in seguito l’oggetto delle mie ricerche accademiche in scienze politiche. Quando sono passato a fare il giornalista per un’agenzia di stampa internazionale nei primi anni 2000, Internet era già una realtà consolidata in tutte le redazioni: Wikipedia stava diventando uno strumento comune per i giornalisti, cercavamo nei meandri più remoti del Web tracce della propaganda jihadista (lavoravo per un’agenzia di stampa specializzata nel mondo arabo e islamico), molte interviste si facevano via Skype, e s’iniziava ad usare i social media sia come fonte che come strumento di diffusione delle notizie. Progressivamente, dal mondo del giornalismo sono passato a quello della comunicazione, mentre la comunicazione digitale si stava sviluppando enormemente ed ora Internet è ovunque nella comunicazione e non se ne puo’ più fare a meno…

Oggi potresti fare a meno del digitale per le tue attività?

Ovviamente no, sia per la produzione che per la diffusione dei messaggi gli strumenti digitali sono indispensabili, cosi’ come per l’analisi ed il monitoraggio delle campagne di comunicazione. Pero’, credo che stiamo raggiungendo il punto di saturazione della comunicazione solo online, della de-materializzazione degli scambi fra persone, e constato una crescente richiesta di tornare all’off-line di fare incontrare le persone e di facilitare gli incontri fra le persone, i marchi e le istituzioni dal vivo!

Quanto ha pesato la formazione specifica nello sviluppo delle tue competenze digitali?

Non ho una formazione specifica né in comunicazione né in tecnologie digitali, ma piuttosto nelle scienze politiche ed antropologiche. Molte cose me le sono studiate da solo (video tutorial online, manuali di software, forum di supporto dei diversi software) e per sopperire a molte lacune, invece, ho frequentato tanti corsi brevi e altamente specializzati, hackathon e conferenze per approfondire argomenti come la visualizzazione dati, documentari web interattivi, augmented reality storytelling, etc…

Quale peso credi che avrà il digitale nello sviluppo della tua carriera?

Sicuramente crescente. L’analisi e la visualizzazione dei dati sarà sempre più importante (e difficile) per orientare e valutare le diverse campagne di comunicazione. Pero’ ritengo che dobbiamo tornare anche a fare incontrare le persone davvero, off-line e senza mediazione tecnologica. La realtà aumentata avrà sicuramente un ruolo crescente nella comunicazione del futuro, pero’ anche la realtà pura e semplice continua ad avere il suo fascino!

Quali sono i tre strumenti digitali a cui non potresti mai rinunciare?

Le e-mail restano, purtroppo, una strumento pesantemente usato per comunicare. Personalmente uso molto i software per visualizzare la conoscenza (mindmapping e visualizzazione dati) e strumenti per creare oggetti di comunicazione animati in maniera semplice e basica. 

Dove ti vedi professionalmente tra dieci anni?

E chi puo’ dirlo? Dieci anni fa non avrei mai immaginato di fare il lavoro che faccio oggi; forse fra dieci anni gestiro’ un campeggio ed un B&B nelle Marche, dove sono nato…

Quale tecnologia pensi che avrà più impatto nella vita quotidiana nei prossimi cinque anni?

Sicuramente le tecnologie della realtà aumentata avranno un peso crescente; puoi vedere qui il motivo…

Credi che ci sia una sufficiente educazione al digitale nel tuo ambiente professionale (ed in generale)?

L’uso massiccio che ancora si fa delle e-mail credo che sia la prova indiscutibile che va fatto ancora un grande lavoro di alfabetizzazione digitale

Come descriveresti la tua esperienza professionale con la mia agenzia?

Lavorare con te è sempre un piacere. Mantieni sempre il giusto equilibrio fra la necessità di moltiplicare i contatti virtuali con quella di far incontrare le persone attorno ad eventi interessanti, originali ed accoglienti. Inoltre, trovi sempre il livello giusto di qualità necessario per ogni azione di comunicazione, bilanciando costi con impatto. Ad esempio, per una azione e/o campagna di comunicazione per un’associazione non spendi cifre folli per fare il video super professionale (come sai fare), allungando i tempi di produzione e sottraendo risorse per finanziarne la distribuzione, ma trovi la giusta qualità (sempre alta devo ammettere) che permette di comunicare in tempi rapidi ed in modo efficace.

Consiglieresti la mia agenzia a qualcuno? e se sì, con quali obiettivi?

Senza esitazione alcuna! Con il tuo passato poliedrico e la tua curiosità per il futuro riesci a garantire una panoplia di servizi che poco altri possono, onestamente, offrire. Sai accompagnare i clienti verso una crescita solida e sostenibile della loro reputazione.

Grazie ad Ermete Mariani per la sua testimonianza. Non esitate a contattarci per ogni curiosità o informazione sulla vostra comunicazione professionale ed aziendale.