Ricerca Lavoro: come i Social Media possono aiutarvi (o danneggiarvi…)

Oggi i Social media sono un elemento chiave nel processo di ricerca del lavoro.

Siti come Facebook, Twitter, LinkedIn e Google+ permettono a chi assume o affida un incarico di avere una visione più ampia di chi siete al di fuori dei limiti di un CV, di una cover letter oppure un colloquio.

 

Allo stesso tempo, offrono a chi è alla ricerca di lavoro una conoscenza più approfondita delle società a cui si è interessati, permettono di restare in contatto con chi ci offre lavoro nel presente (oppure l’ha fatto in passato) ed avere informazioniin tempo reale sulle nuove opportunità che si presentano.

 

Questi sono probabilmente i motivi per cui la metà di chi cerca un lavoro è attiva quotidianamente sui social network  e più di un terzo di chi assume li utilizza nel proprio processo di selezione.

 
 

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Nick Ut, Facebook ed il mondo che verrà.

Nick Ut, fotoreporter vietnamita di 65 anni, ha affrontato e documentato una delle guerre simbolo del secondo ‘900. Una guerra che ha sconvolto il suo paese, ma anche le coscienze di tutto il mondo.

Quando il suo “Terror of War” vinse il Premio Pulitzer nel 1973, si capì che quella foto, quell’immagine di una bambina nuda che fugge disperata dal napalm e dalla morte, sarebbe diventata un’icona indimenticabile dell’orrore di cui è capace l’uomo. Ma credo anche che l’ultima cosa che il suo autore avrebbe potuto immaginare fosse che, un giorno lontano 32 anni, quella foto sarebbe stata censurata.

Oscurata dall’Intelligenza Artificiale.

Facebook non ha bisogno di presentazioni. È il social network più diffuso ed utilizzato sul pianeta. Gestire miliardi di post, con immagini, video, emoticon e grafica, che vengono prodotti continuamente è un’operazione titanica non affrontabile con le sole risorse umane.

Ecco perché la creatura di Mark Zuckerberg ha attinto a piene mani dalle tecnologie dell’Intelligenza Artificiale per riuscire a controllare il traffico enorme che la percorre senza soluzione di continuità.

Chatbot, minuscoli robot, che filtrano senza sosta tutto ciò che viene pubblicato sulle pagine di Facebook, per vigilare che contenuti considerati dannosi, pericolosi, offensivi, possano diventare visibili a miliardi di utenti in tutto il mondo.

È così che “Terror of War” è stata censurata qualche mese fa.

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